Le relazioni nei Proverbi
Reno Ulfo 18/07/24
Uno dei temi principali che emerge dal libro dei Proverbi riguarda le relazioni. Non si tratta di trucchi per vivere in modo felice, ma di piste per una vera saggezza per le proprie relazioni: con Dio, nella famiglia, con gli amici, con i nemici, con sé stessi. La griglia di riferimento per studiare la Scrittura è il criterio storico-redentivo, partendo dalla dottrina di Dio.
1. Il Dio dei proverbi
Se noi siamo stati a immagine e somiglianza di Dio, per capire chi siamo dobbiamo anzitutto guardare alla realtà di Dio. Salomone pronunciò e scrisse questi detti per preparare la classe diligente.
1.1. Creatore. Questo aspetto è assai sottolineato (cfr. c. 8). L’intima natura di Dio getta le basi per ogni altra relazione. Questo Dio Trino che si relaziona al proprio interno intesse la realtà che crea con questa sua intrinseca natura relazionale. Un Dio che ha tutto sotto controllo: ha fatto sia il ricco, sia il povero; retribuisce i giusti e gli empi. Dio tiene in mano il cuore dei re come un corso d’acqua. È un Dio sovrano (prv. 16,4).
1.2. Genitore. Sebbene un autore contemporaneo dice nel libro dei Proverbi è presente una certa misoginia, tuttavia questa giustizio pare fondarsi su di una sensibilità moderna che non tiene conto dell’alto profilo assegnato alla donna. La sapienza di Dio è, peraltro, raffigurata come una presenza femminile.
Chi è l’uomo è la seconda domanda che il libro dei proverbi. Uomo come essere creato, pur avendo alcune facoltà superiori rispetto ad altre. L’uomo è presentato come un’unità, per cui agisce sempre come tale. Non c’è alcun dualismo. L’uomo deve vivere con la prospettiva per cui ogni cosa esiste per uno scopo, comprese le relazioni, ma anche riconoscere la corruzione in cui il mondo giace. Ogni uomo ha bisogno di essere discepolato (Prv. 13,30).
2. Le relazioni orizzontali nei proverbi
Nel cercare l’interesse dell’altro, devo stare attento all’individualismo, qualunquismo e settarismo. Ordine e mistero fanno parte nel nostro mondo.
2.1.2. La famiglia. Trattasi di qualcosa al centro dell’attenzione di Dio. Il matrimonio come relazione esclusiva tra un uomo ed unna in cui entrambi si danno l’uno all’altra in vista dell’assoggettamento della terra. Il peccato ha reso difficili da vivere queste realtà. Infatti, da gn 3,16 in poi abbiamo la maledizione del peccato e, altresì, l’opera di redenzione di Cristo. Dunque, ora come ora, da una parte godiamo di ciò che rimane della bellezza originaria della creazione; soffriamo per via del peccato in noi e attorno a noi; se siamo cristiani godiamo e conosciamo il senso della redenzione di Cristo.
Anzitutto, proverbi ci dice come si trova una moglie (Prv. 18,2). L’iniziativa è dell’uomo e non sulla donna. Un uomo passivo, pigro in questo dimostra una debolezza di carattere che dovrebbe costituire un cattivo segno per ogni donna che pensasse a lui come partener. Ricercare moglie significa ricercare un favore dal Signore.
Proverbi 5,15-20. (1) vivi con la tua sposa. “Vivi lieto con la sposa della tua gioventù”. Una vita senza riserve, paura, vergogna, segreti. Dio crea l’uomo e la donna, erano nudi e non ne avevano vergogna. Il primo risultato del peccato è stato coprirsi i genitali, una sorta di divorzio. (2) gioisci con la tua sposa. Un invito a procurare alla donna il piacere dell’intimità, oltre che a gioire con lei (Dt. 24,5). (3) Sii fedele alla tua sposa. Che vantaggio otterresti? La domanda rimane aperta.