Abitare un’identità
Antonino Memme 20/07/24
1 Corinzi 14,20
L'identità riguarda sia l'aspetto personale che quello generale, oggettivo. Identità: idea di stabilità; abitare: idea della dialettica.
1. La sua necessità
Ogni identità ha elementi primari e secondari, i primi sono oggettivi e stabili, i secondi sono relazionali e possono mutare nel tempo. Quale è l'elemento fondamentale di ogni identità? L'essere dentro o fuori l'alleanza, essere o meno stati rigenerati.
La costruzione dell'identità comporta un lavorio continuo su tutta la vita.
1.1. Il rigetto dell'identità
Nella società odierna ogni volta che si osa affermare qualcosa di preciso sull'identità si ingenera una forte opposizione.
L'idea che sovrasta la nostra società è che tutto abbia uguale valore e, pertanto, distinguere le cose o assegnare valori diversi da di tali persone delle persone bacchettone e antimoderne.
Da un lato, si tratta di una forma di umanesimo. Dall'altro, la superficialità impedisce di lavorare seriamente sulle nostre relazioni. Infine è una forma di discriminazione, per cui chi ragiona in termini precisi verrà allontanato, ghettizzato.
L'accettazione di tutto e tutti può essere allargata per sempre? No. Chi non è inclusivo sarà escluso, pertanto il relativismo presenta un problema epistemologico non risolvibile e appare quanto meno non sostenibile nel tempo.
La Scrittura ci insegna a valorizzare gli assoluti (1 Corinzi 14,20).
1.2. La sua fondazione
L'identità è legata al concetto di umanità. Dunque, si pone la necessità di vagliare a che punto siamo circa la nostra crescita quali persone umane. Bisogna superare ciò che inizialmente ci bastava e ci attraeva quando eravamo bambini. Gn 15,1: Dio rassicura Abramo circa la sua discendenza, poi, però, questa rassicurazione doveva scontrarsi col fatto di non avere un erede. Dunque il Signore apre ad una vera progettualità quando fa le sue promesse, anche qualora la realtà sembra perfettamente contraria.
1.3. La sua assimilazione
L'identità non è qualcosa che rimane fisso nella nostra vita, per questo è necessario regolarmente valutarsi per capire dove si è. Abramo diverrà Abraamo. Giacobbe diverrà Israele. Simone diventa Cefa. Ecc.. anche noi riceveremo un nuovo nome (Ap. 3,12). Tutto ciò ci aiuta a renderci conto che Dio è, in nuce, il fondamento della nostra identità.
2. Le sue distorsioni
Il peccato ha comportato dissonanze profonde nella nostra identità. La croce di Cristo avvicina e unisce ma anche separa e distanzia. La nostra identità, dunque, deve risentire di questa distinzione.
Vediamo alcuni elementi distorsivi dell'identità.
2.1. Le differenze fittizie
Ci sono differenze solo apparenti. Esse non vanno prese come fondamento per costruire la mia identità. Alcuni esempi: l'identità basata sulla "spiritualità" (prego bene, canto bene, ecc...). Nell'AT, tuttavia, Dio rimprovera il popolo per le sue solennità fittizie.
2.2. Le vere differenze
Il ruolo della Scrittura; la dottrina della salvezza; la conversione e il battesimo; relazione tra AT e NT; tema dell'alleanza.
È la tiepidezza nei riguardi della Scrittura che, essendo in realtà rivolta a Dio medesimo, rende le verità rivelate qualcosa di secondario.
Siccome le Parole di Dio rimangono nel tempo, siamo incoraggiati a non avere angoscie davanti a chi porta avanti progetti anti- identitari.
2.3. Differenza profonda
Un lavoro profondo sull'identità riguarda il collegamento del timore di Dio con la nostra vita quotidiana. Il timore in parola consiste nella scelta di vivere alle dipendenze di Dio onorandolo in ogni cosa.
Prospettiva ben lontana dal fare le cose per il proprio soddisfacimento. Solo l'amore per Dio può permettere l'amore per sé e per gli altri. Da cosa dipende il nostro valore? Non dall'attenzione i dall'approvazione di chi ci circonda, ma da chi siamo in Cristo. La fede cristiana è la realtà che siamo salvati, nel senso più ampio. È quindi un fatto oggettivo.
3. I suoi benefici
Per aver benefici nel percorso identitario che stiamo facendo, bisogna fare le auto verifiche necessarie alla vita Cristiana. A che punto siamo? Per esempio, a quale punto siamo nel nostro discepolato? C'è tale percorso? Quali sfide sei in grado di reggere oggi rispetto a ieri?
Il punto di partenza è l'opera di Cristo (2 Corinzi 3,15; Galati 6,15).
La costante valutazione di noi stessi è segno dell'impegno che abbiamo verso Cristo medesimo. 2 P. 1,3-7ss. Ciascuno di noi ha dei terreni sconnessi da compattare e collegare a Cristo ai fini di una integra identità.
Non è un mero accumulo di nozioni, ma una conoscenza relazionale con Dio e con i credenti.
Di cosa nutro la mia mente? Sono elementi che possono stare insieme oppure sono incompatibili?
Sviluppo
- Custodire. Deposito di 2 Timoteo.
- Assimilare. Il deposito sarà adeguato fino al giorno del Signore. E questo ci farà reggere.
- Attingere. Alla memoria dell'opera di Dio nel tempo: si tratta di ritrasmettere le cose ricevute dopo averle assimilate.
- Ampliare. Nella costruzione dell'identità vi dev'essere un certo sviluppo. La perseveranza, a tal fine, è necessaria.
Identità come consapevolezza circa in chi si è creduto; di quale storia si fa parte; a quale impegno si è chiamati.